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sabato 19 luglio 2014





















 


orto duro
Realizzando un piccolissimo documentario amatoriale sugli orti urbani, ci siamo trovate a fare le copie finali da dare agli intervistati. Io mi ero presa il “difficile” compito di preparare le custodie. Così, stampate le copertine ed arrivato il giorno della consegna, non avendo ancora i contenitori in plastica, sono andata a cercare di acquistarli.
Ho fatto qualche negozio gestito da orientali nella zona stazione, ma nulla, così vado al noleggio e vendita dvd. Lì mi dicono che le custodie le hanno, ma non nuove e me le danno gratuitamente. Così le prendo, ringrazio e ci infilo copertina e dvd. Pare una cosa seria, su ogni custodia c’è pure il bollino della SIAE riferito ai film che in origine conteneva. Tutte, su questa etichetta ufficiale, non riportano il titolo dell’opera ma solo la definizione della tipologia drammaturgica: HARD.
Da qui potrebbe partire una riflessione sul genere, l'autorialità e il riconoscimento delle opere di ingegno e fantasia ecc ...che pare sia in parte precluso all’hard, ma qui mi fermo.
Spero siano davvero poche le persone che perdono tempo a leggere le etichette e tra queste non ci siamo i nostri intervistati.